LE NOSTRE STORIE

Pericolose trappole nei nostri campi

Ci sono esseri umani che si considerano al di sopra dell’universo intero. Al di sopra delle leggi, al di sopra del diritto alla vita proprio di ogni creatura e al sopra di ogni sentimento di pietà verso il dolore e la morte.
Non saprei come spiegarmi altrimenti il gesto sconsiderato di quell’individuo che ha piazzato un tagliola nel mezzo di un canale nella campagna fra Macello e Garzigliana.
La legge italiana vieta l’utilizzo a scopo venatorio di questi orribili strumenti di tortura perché non selettivi. Il che significa che in quella trappola potrebbe finirci un qualunque animale e, potenzialmente, anche la mano o il piede di un bambino. Ma questo non ha fermato colui che, sicuro di sé, aveva deciso, che cosa? Di predare furbamente qualche volpe o qualche cinghiale? Oppure di allontanare qualche animale che lo infastidiva, che so un cane o un gatto. E, infatti, in quella tagliola un animale c’è finito. Zeta: un bellissimo giovane gatto , bianco e nero. La sua zampa posteriore vi è rimasta intrappolata, gonfiando a dismisura e provocandogli un dolore straziante che continua tutt’oggi nei suoi occhi terrorizzati. La zampa è stata amputata; non c’è stato modo di salvarla. 
Ora io mi chiedo con che diritto alcuni umani infliggono dolore, torture o morte ad altri essere viventi? Che diritto si danno loro in più, alla vita e alla salute, negandolo ad altre creature che vivono seguendo il loro istinto e la loro natura. Vorrei poter vedere questa persona. Vorrei capire se sia così sciocco da non comprendere le conseguenze delle sue azioni oppure se la cosa lo lascia semplicemente indifferente se non addirittura compiaciuto , forte del suo giocare sporco costringendo una creatura indifesa a portare per sempre i segni della sua crudeltà.
Ora, Zeta, si trova al Canile di Bibiana dopo aver subito il delicato intervento di amputazione. Vi chiediamo di aiutarci diffondendo la notizia, aiutandoci a sensibilizzare l’opinione pubblica e a contribuire, con una piccola offerta, alle spese che abbiamo affrontato per salvarlo.
Katia Malan 

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